9 step del Business Coaching

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Il business coaching non è una formuletta da applicare alle aziende in modo standard, ma un insieme di step mirati da implementare uno dopo l’altro per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

L’obiettivo di ogni azienda è sempre il fatturato, no? Certo, non stiamo parlando di enti benefici, ma in ogni caso la Mission e Vision dell’azienda incidono moltissimo sulle modalità più funzionali per arrivare ad esso.

È quindi in questo spazio che si inserisce il business coaching e che produce i suoi effetti in sintonia con il sentiment aziendale.

Il business coaching dal vertice alla base

1. Sessione di coaching col management

Il primo approccio ad un azienda con la quale sviluppare un progetto di business coaching è una sessione con il vertice che metta in luce la Vision dell’azienda ed il suo progetto.

In particolare è importante mettere a fuoco lo sviluppo che si è avuto in passato, la situazione presente e gli obiettivi futuri.

Secondariamente è necessario verificare se il vertice è in grado di arrivare all’obiettivo che si è prefissato prima di passare all’analisi dei collaboratori.

Un problema spesso riscontrato è che il management non sa come relazionarsi nel modo migliore con i suoi sottoposti e quindi non riesce a coinvolgerli e a motivarli.

2. Sessione di coaching col team

Il secondo step consiste in una serie di sessioni di business coaching individuali con ciascun membro dello staff aziendale.

Il coach deve infatti conoscere tutto il personale (dipendenti, venditori, consulenti…) per capire se è in grado di aiutare l’azienda a sviluppare i suoi progetti.

A ciascun membro viene chiesto quale sia la sua opinione sui punti di forza e di debolezza dell’azienda, in modo da comprendere quali siano le percezioni dello staff a livello complessivo.

 3. Verifica dei ruoli ricoperti dai dipendenti

Spesso capita che il personale dipendente ricopra delle posizioni che non permettono loro di dare il meglio di sé: se la modalità operativa di una persona è di tipo procedurale e viene preposta allo svolgimento di mansioni più creative si trova in difficoltà; viceversa una persona opzioni fa più fatica a portare avanti un lavoro di tipo procedurale.

In questi casi non si tratta quindi di un problema di personale, ma di selezione: le persone assunte potrebbero infatti avere ottime capacità, che però non vengono sfruttate per la posizione che occupano.

Il business coaching serve anche per mettere ciascun membro dello staff nella posizione ideale per poter rendere al 100% e per questo è necessario imparare a riconoscerne le caratteristiche a livello neurologico.

4. Business coaching e scelta delle leve motivazionali

Uno dei principali pilastri del business coaching si basa sull’assunto che nonostante lavorare sia una necessità per le persone, lo spirito con cui le mansioni vengono svolte comporta notevoli differenze sui risultati ottenuti.

Il team di un azienda necessita di essere motivato e coinvolto per poter supportare il vertice nel raggiungimento dei suoi obiettivi, tuttavia le modalità con cui farlo non possono essere le medesime per tutti i soggetti coinvolti.

Infatti ciò che potrebbe spronare una persona potrebbe essere del tutto ininfluente su un altra, non per disinteresse, ma perché caratterialmente è portata a dare un peso maggiore ad altri fattori.

Alcune persone lavorano meglio in vista del raggiungimento di un premio e quindi sono più stimolate da un guadagno aggiuntivo, mentre altre sono più portate a migliorare quando si sentono “minacciate” a livello di stabilità lavorativa.

5. Analisi dei costi fissi e variabili

Il alcuni casi non vengono sempre messe a budget tutte le spese, specialmente quelle “invisibili” oppure quelle impreviste.

Nel primo caso si tratta, a volte, di semplici beni di uso quotidiano che non presentano importi elevati, ma che sommati ad altri analoghi possono diventare spese consistenti.

Alcuni costi sono talvolta eredità di vecchie decisioni, ottime per il passato ma che ormai hanno bisogno di un ridimensionamento.

In alcuni casi le aziende tendono a sottostimare gli imprevisti e non mettono a budget importi sufficienti a fronteggiarli.

Purtroppo la possibile rottura di macchinari, piuttosto che un eventuale calo del fatturato non possono essere ignorati sperando nella buona sorte e quindi è sempre indispensabile prevedere una quota di fatturato che li possa coprire.

6. Verifica della resa

Questa operazione risulta più frequente nelle fabbriche, dove il tempo di realizzazione di un pezzo/prodotto viene identificato in modo che tutti sappiano a quali standard si debbano attenere.

Nelle imprese che offrono servizi l’operazione può presentare maggiori variabili, ma è comunque necessario definire una tempistica di massima per portare a termine un lavoro in modo che si eviti di sforare rispetto a quanto pagato dal cliente.

In questa fase si procede quindi a valutare se il rapporto tra la quantità di ore lavorate ed il lavoro complessivamente svolto sia adeguato, anche per verificare che non vi sia personale in esubero per la richiesta di lavoro effettiva.

7. Valutazione complessiva del quadro aziendale e identificazione delle modifiche da implementare

Una volta in possesso di tutti gli elementi sopra elencati il business coach procede ad un’analisi globale per mettere in relazione tutti i fattori di una certa rilevanza:

  • comunicazione: come l’azienda comunica al suo interno e coi clienti/prospect/target.
  • digitalizzazione: il livello di tecnologia utilizzato e l’eventuale necessità di incrementarlo
  • marginalità: il profitto ottenuto ed ottenibile da ciascun lavoro
  • brand identity: la percezione del valore dell’azienda e dei suoi prodotti da parte del pubblico di riferimento

Conclusa l’analisi, il business coach individua quali sono i passaggi da implementare per migliorare la situazione, le modalità con le quali metterli in pratica e le tempistiche.

8. Riunione col CEO per definire l’attuazione

Prima di entrare nel vivo dell’implementazione dei cambiamenti richiesti per rendere efficace il business coaching si effettua una riunione con il CEO per fornirgli un feedback di ciò che è emerso complessivamente e per definire un piano attuativo dettagliato col quale portare avanti i cambiamenti necessari.

9. Attuazione

L’ultimo passaggio della fase preliminare fa da anello di congiunzione con la fase attuativa e si concretizza in una riunione con tutta l’azienda durante la quale il coach illustra quali saranno i cambiamenti da apportare a livello organizzativo per raggiungere i risultati prefissati.

Eventuali cambiamenti dei ruoli occupati dal personale vengono portati alla luce in questa sede e verrà esposto il planning col quale verranno concretamente apportati i cambiamenti.

Esempi concreti di business coaching

business coaching team

Franchising di auto raddoppia le vendite

Un’azienda di intermediazione nel settore automobilistico presentava una situazione non soddisfacente in termini di fatturato.

Era organizzata con un franchising basato su molti passaggi intermedi che si frapponevano all’intermediazione e questo allontanava potenziali clienti.

Per migliorare la situazione ho ridotto il numero di passaggi alleggerendo così l’aspetto pratico.

Parallelamente ho sostituito la persona incaricata del call center che non era idonea a ricoprire quella posizione con un membro dello staff che ho ritenuto più più adatto ed ho proceduto a formarlo in modo che potesse utilizzare un approccio più funzionale.

Il risultato di queste operazioni ha raddoppiato le vendite.

Gestione di cambio al vertice

Un’azienda di servizi doveva effettuare un avvicendamento a livello manageriale che avrebbe portato alla guida uno dei soci che fino a quel momento aveva lavorato in squadra col resto dei colleghi.

In questo caso la problematica era relativa al riconoscimento della leadership del nuovo CEO da parte dello staff.

Il lavoro che si è reso necessario è stato improntato sul tipo di comportamenti da adottare per modificare le dinamiche di rapporti preesistenti.

In particolare i cambiamenti hanno riguardato le modalità di relazione che hanno richiesto una virata verso un atteggiamento diverso rispetto a quello precedente per guidare l’azienda.

 


Ciao, sono Benito Ranucci, spero che questo mio articolo ti sia piaciuto, se hai una domanda sull’argomento lasciami un commento e sarò felice di risponderti.

Ti invito a dare un’occhiata al mio blog dove potrai trovare tanti spunti interessanti e se ti sta a cuore un tema particolare che ancora non è stato affrontato segnalamelo per un articolo futuro.

Se invece potresti essere interessato ad una sessione di coaching di prova gratuita scrivimi e ti contatterò il prima possibile.

Ciao, grazie e a presto!

 

 

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