Mental coaching sportivo: lavorare sulla condizione mentale in gara

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mental coaching sportivo bergamoIl mental coaching sportivo è un ramo ben specifico del coaching e si distingue dagli affini life coaching e formazione per la natura delle esigenze del coachee.

Infatti, il mental coaching si rivolge a coloro che devono dare una prestazione: parliamo di mental coaching sportivo se la prestazione è di tipo agonistico, ma il mental coaching di base può anche essere lavorativo se questa ha a che fare con la sfera professionale.

Diversamente, il life coaching lavora sulle credenze della persona in un determinato momento, sulla sua situazione attuale e sugli obiettivi che vuole raggiungere, mentre il formatore si rivolge ad intere platee per trasmettere nozioni e concetti da apprendere.

Il mental coaching sportivo si tara sull’atleta

Caratteristiche fisiche e mentali alla base dell’analisi iniziale

Prima di intraprendere il percorso per raggiungere la prestazione desiderata, il mental coaching sportivo si struttura a partire dall’analisi dell’atleta. Non è professionale garantire il raggiungimento di una tale prestazione senza aver prima preso coscienza di quali siano le potenzialità dello sportivo.

Per questo motivo il mental coach sportivo verifica in prima battuta quali siano le caratteristiche della persona che si trova ad aiutare:

  • caratteristiche fisiche e caratteriali
  • metodologia di allenamento 
  • punti di forza e di debolezza
  • talento complessivo

L’obiettività è alla base del mental coaching sportivo

mental coaching concentrazioneL’analisi è fondamentale perché solo grazie alla consapevolezza dei mezzi a disposizione è possibile sfruttarli e volgerli a vantaggio dello sportivo: non bisogna quindi sottostimare, ma nemmeno sopravvalutare il potenziale umano per fare un buon lavoro.

È quindi sbagliato illudere uno sportivo di poter diventare campione mondiale se non ne ha le potenzialità, ma stabilire obiettivi alla portata dell’atleta in questione e lavorare per arrivare ad essi.

Grazie alla conoscenza di tutti i fattori si riesce comprendere concretamente quali leve utilizzare nella fase operativa del mental coaching sportivo perché ogni atleta richiede un tipo di approccio diverso e quindi anche tecniche ed esercizi differenti.

Differenza tra prestazioni

Serenità dell’allenamento e adrenalina da competizione

Molto spesso capita che gli atleti raggiungano ottime prestazioni durante l’allenamento, ma poi in gara non riescano a mantenere lo stesso elevato livello di performance.

Questo avviene perché durante l’allenamento si instaura un clima rilassato, l’atleta si trova infatti in un ambiente familiare, il contesto ed i compagni di squadra sono conosciuti e contribuiscono a creare uno stato di serenità che permette di raggiungere prestazioni di alto livello.

Esattamente ciò che manca durante una gara, dove l’adrenalina entra in circolo e può provocare due situazioni diametralmente opposte:

  • fungere da stimolo e spingere lo sportivo alla massima concentrazione e ad esprimere il 100% del suo potenziale
  • generare una crisi per via dell’ansia da prestazione e di conseguenza influire negativamente sul risultato finale

Tecniche di mental coaching sportivo per eliminare l’agitazione

sport mental coaching bergamoPer consentire all’atleta di migliorare la condizione mentale con la quale affrontare la gara si mettono in pratica diverse tecniche di mental coaching sportivo.

  • una tecnica consiste nella visualizzazione della gara: fare in modo che prima della competizione agonistica l’atleta proietti nella sua mente il suo svolgimento dall’inizio alla fine, fotogramma per fotogramma.

Questo include naturalmente anche l’atteggiamento, la condizione fisica e mentale ottimale.

  • un’altra tecnica si concretizza nell’estraniamento da tutto ciò che non riguarda strettamente la gara, tagliare quindi fuori dal proprio campo visivo il pubblico, il giudice di gara, i rumori… e mantenere la concentrazione solamente sull’avversario e sulla competizione.

Concretamente si rende sfocato tutto ciò che non è strettamente indispensabile, in modo da percepirlo come se fosse ovattato e quindi poco influente.

A seconda dei casi specifici poi si fa ricorso ad altre tecniche mirate sull’atleta in questione per portarlo a raggiungere il massimo del suo potenziale.

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